L’esperienza interdisciplinare del gruppo Global Tools 1973_1975

The interdisciplinary experience of the Global Tools group 1973_1975

Considerando la complessità delle questioni di ricerca e di didattica che coinvolgono l’attuale campo del progetto, è interessante ricordare l’esperienza di un collettivo di progettisti attivi intorno al decennio del 1970.

Considering the complexity of the research and teaching issues that involve the current field of design, it is interesting to recall the experience of a collective of designers active around the 1970s.

L’esperienza Global Tools nasce in un momento storico che vede anche la società italiana animata dalla volontà di portare cambiamenti. Erano gli anni dell’esempio metodologico della scuola tedesca di progettazione di Ulm (1955-1968) e dell’affermazione del percorso del Good Design nella progettazione.

The Global Tools experience was born in a historical moment that also sees the Italian company animated by the desire to bring about changes. 
These were the years of the methodological example of the German school of Design in Ulm (1955-1968) and the affirmation of the path of Good Design.

In questo contesto, il 12 gennaio del 1973 Archizoom Associati, Remo Buti, Casabella, Riccardo Dalisi, Ugo La Pietra, 9999, Gaetano Pesce, Gianni Pettena, Rassegna, Ettore Sottsass jr., Superstudio, Ufo e Zziggurat, si riuniscono presso la redazione di Casabella per dar vita al gruppo GLOBAL TOOLS, un sistema di laboratori di progettazione connessi per la diffusione dell’uso di materie e tecniche e relativi comportamenti. 

In this context, on 12 January 1973 Archizoom Associati, Remo Buti, Casabella, Riccardo Dalisi, Ugo La Pietra, 9999, Gaetano Pesce, Gianni Pettena, Rassegna, Ettore Sottsass jr., Superstudio, Ufo, and Zziggurat, met at the editorial staff of Casabella to create the GLOBAL TOOLS group, a system of connected design laboratories for the dissemination of the use of materials and techniques and related behaviors. 

Il gruppo GLOBAL TOOLS si pone come obiettivo di stimolare il libero movimento del pensiero progettuale. Lo strumento di ricerca di questo libero movimento del pensiero prevedeva l’ideazione di un programma di attività di ricerca di tipo didattico e produttivo rivolto al potenziamento della capacità espressiva. Il programma delle attività veniva redatto attraverso un sistema di bollettini esplicativi.

The GLOBAL TOOLS group aims to stimulate the free movement of design thinking. 
The research tool of this free movement of thought involved the creation of a program of didactic and productive research activities aimed at enhancing the expressive capacity. The program of activities was drawn up through a system of explanatory bulletins. 

 I corsi che si terranno forniranno le nozioni base necessarie all’uso degli attrezzi e degli strumenti esistenti nei laboratori, nonché informazioni su tecniche specifiche apprendibili in altri luoghi collegati in modi diversi alla Global Tools. L’insegnamento avverrà intorno a temi quali: uso dei materiali naturali e artificiali, sviluppo delle attività creative individuali e di gruppo, uso e tecniche degli strumenti di informazione e comunicazione, strategie di sopravvivenza. (Documento n. 1, La Costituzione dal Bollettino Global Tools, 1974).”

“The courses to be held will provide the basic notions necessary for the use of the tools and instruments existing in the laboratories, as well as information on specific techniques that can be learned in other places connected in different ways to Global Tools. The teaching will take place around topics such as the use of natural and artificial materials, development of individual and group creative activities, use and techniques of information and communication tools, survival strategies. (Document No. 1, The Constitution from the Global Tools Bulletin, 1974).”

GLOBAL TOOLS Bulletin n° 1, Edizioni L’uomo e l’arte, Milan, June 1974, Cover by Remo Buti.

Il primo seminario del gruppo è descritto nel documento n. 4, The-Il-Program-ma.

The first seminar of the group is described in document n. 4, The-Il-Program-ma.

Le tematiche indicate riguardano il corpo, la costruzione, la comunicazione e la sopravvivenza considerati nel loro senso generale e come tematiche dell’esperienza individuale e collettiva. Ogni tematica sarà sviluppata da un gruppo di ” operatori ” che definiscono l’attività teorica e pratica.

The themes indicated concern the body, construction, communication, and survival considered in their general sense and as themes of individual and collective experience. Each theme will be developed by a group of “operators” who define the theoretical and practical activity.

 

GLOBAL TOOLS Bulletin n° 1, Documento N°4,  The-Il-Program-ma, Edizioni L’uomo e l’arte, Milan, June 1974.

 

GLOBAL TOOLS Bullettin  n°2, 1975.

 

L’attività Body Corpo ideata da Dalisi, Mendini, Mosconi, Raggi e Pesce propone una ricerca sul corpo umano inteso come strumento primario inserito in un’analisi conoscitiva e interpretativa.

The Body Corpo activity conceived by Dalisi, Mendini, Mosconi, Raggi, and Pesce proposes research on the human body intended as a primary tool inserted in a cognitive and interpretative analysis. 

 

GLOBAL TOOLS Bulletin n°2, Body Corpo, Edizioni L’uomo e l’arte, Milan, January 1975.

L’attività T-h-eor-y-ia, svolta dagli operatori Binazzi, Breschi, Recchioli e Buti, considera la nozione di teoria come “creatività pura” espressa attraverso azioni, comportamenti, pensieri, etc.

The activity T-h-eor-y-ia, carried out by the operators Binazzi, Breschi, Recchioli, and Buti considers the notion of theory as “pure creativity” expressed through actions, behaviors, thoughts, etc. 

Tre temi di discussione vengono proposti per il seminario : 1. rapporti fra architettura e magia, 2. analogia sportiva, 3. creatività pura.

Three topics of discussion are proposed for the seminar: 1. the relationship between architecture and magic, 2. sports analogy, 3. pure creativity. 

GLOBAL TOOLS Bullettin n°2, T-h-eor-y-ia, Edizioni L’uomo e l’arte, Milan, January 1975.

Si lavora soprattutto sui processi cercando strumenti per progettare con materiali leggeri, talvolta effimeri, che suggeriscono un ritmo di vita biologico.

The focus is mainly on processes looking for tools to design with light materials, sometimes ephemeral, which suggest a biological rhythm of life. 

Parlando di materiali, l’artista Riccardo Dalisi approderà alla manipolazione della materia povera, nelle sue forme più diverse. Infatti, l’esperienza partecipativa dell’operatore Dalisi con i bambini del Rione Traiano nella zona sud-ovest della città di Napoli, dal  1971 al 1974, sembra collocarsi fra le posizioni dell’architettura della partecipazione (vedi il lavoro di Giancarlo De Carlo), le avanguardie dell’architettura radicale e anche dell’architettura in forma aperta della visione dell’abitare di Oskar Nikolai Hansen [https://www.chiararubessi.com/2017/03/23/open-form-oskar-hansen/]

Speaking of materials, the artist Riccardo Dalisi will arrive at the manipulation of poor material, in its most diverse forms. In fact, the participatory experience of the Dalisi operator with the children of the Rione Traiano in the south-west area of the city of Naples, from 1971 to 1974, seems to be placed among the positions of the architecture of participation (see the work of Giancarlo De Carlo), the avant-garde of a radical architecture, and also of architecture in the open form of Oskar Nikolai Hansen’s vision of living [https://www.chiararubessi.com/2017/03/23/open-form-oskar-hansen/]

L’obiettivo del laboratorio è quello di lavorare sul processo progettuale di un spazio per e con i bambini del rione stimolando forme di  rinnovamento sociale. Nell’attività di laboratorio il progetto diventa così uno strumento, un processo per suscitare interesse e partecipazione tentando di riappropriarsi di uno spazio in degrado.

The goal of the workshop is to work on the design process of a space for and with the children of the neighbourhood, stimulating forms of social renewal. In the laboratory activity, the project thus becomes a tool, a process to arouse interest and participation by attempting to regain possession of a decaying space. 

Fonte https://www.riccardodalisi.it/radicale/

 

Fonte https://www.riccardodalisi.it/radicale/

Questi esempi di diverse esperienze sembrano confermare una svolta interdisciplinare e metodologica del pensiero progettuale che prendeva in considerazione anche discipline umanistiche come la musica, le arti visive e il teatro con lo scopo di indagare approcci diversi e molteplici al processo progettuale.

These examples of different experiences seem to confirm an interdisciplinary and methodological turning point in design thinking that also took into consideration humanistic disciplines such as music, visual arts, and theatre intending to investigate different and multiple approaches to the design process. 

 

Fonte https://www.riccardodalisi.it/radicale/

Il numero di maggio 1973 di Casabella, la rivista di urbanistica architettura e disegno industriale mostra in copertina la foto del gruppo Global Tools.

 

Casabella n° 377, May 1973, Cover design by Adolfo Natalini, Fonte Archive Casabella https://casabellaweb.eu/the-magazine/yearannata-1973-xxvii/

Casabella, n° 377, maggio 1973, direttore Alessandro Mendini, foto di Carlo Bachi dipinta e redatta da Adolfo Natalini. ARCHIZOOM ASSOCIATI : 1. Andrea Branzi – 2. Gilberto Corretti – 3. Paolo Deganello – 4. Massimo Morozzi – 5. Dario Bartolini (Lucia Bartolini) – 6. Remo Buti. CASABELLA: 7. Alessandro Mendini – 8. Carlo Guenzi – 9. Enrico Bona – 10. Franco Raggi – 11. Luciano Boschini – 12. Riccardo Dalisi 13. Ugo La Pietra. 9999: 14. Giorgio Birelli – 15. Carlo Caldini – 16. Fabrizio Fiumi – 17. Paolo Galli – 18. Gaetano Pesce – 19. Gianni Pettena. RASSEGNA: 20. Adalberto Dal Lago – 21. Ettore Sottsass. SUPERSTUDIO: 22. – Piero Frassinelli – 23. Alessandro Magris – 24. Roberto Magris – 25. Adolfo Natalini 26. Christiano Toraldo di Francia. U.F.O.: 27. Carlo Bachi – 28. Lapo Binazzi (Patrizia Cammeo, Riccardo Forese) – 29. Titti Maschietto. ZZIGGURAT: 30. Alberto Breschi (Giuliano Fiorenzuoli) – 31. Roberto Pecchioli (Nanni Carciaghe, Gigi Gavini).

BIBLIOGRAFIA INDICATIVA

Valerio Borgonuovo, Silvia Franceschini (a cura di), Global Tools 1973 1975. Quando l’educazione coinciderà con la vita, Nero Editions, Roma, 2018.

Global Tools

Recommended Citation

Rubessi, C. (2021) “L’esperienza interdisciplinare del gruppo Global Tools 1973_1975 | The interdisciplinary experience of the Global Tools group 1973_1975“, ThinkingSpaces, https://www.chiararubessi.com/2021/06/22/globaltools/

Il Design Thinking secondo Bruno Munari

“Progettare è facile quando si sa come si fa.”

“Creatività non vuol dire improvvisazione senza metodo.”

Bruno Munari

 

La metodologia di progetto secondo Munari. Una riflessione su come progettare dal libro Da cosa nasce cosa [1].

The project methodology according to Munari. A reflection on how to design from the book Da cosa nasce cosa [1].

 

BrunoMunari

In questo libro Munari accompagna il lettore alla scoperta della metodologia di progetto e per far questo utilizza l’analogia tra progettare e fare un risotto attraverso una serie di operazioni successive :

Il metodo progettuale non è altro che una serie di operazioni necessarie, disposte in un ordine logico dettato dall’esperienza. Il suo scopo è quello di giungere al massimo risultato col minimo sforzo. Progettare un risotto verde o una pentola per cuocere lo stesso riso, richiede l’uso di un metodo che aiuterà a risolvere il problema. L’importante è, nei due casi accennati, che le operazioni necessarie siano fatte seguendo l’ordine dettato dall’esperienza. Non si può, nel caso del risotto, mettere il riso nella pentola senza aver messo prima l’acqua; oppure rosolare prosciutto e cipolla dopo aver cotto il riso, oppure cuocere riso, cipolla e spinaci tutto insieme. Il progetto del riso verde in questo caso fallirà e bisognerà buttar via tutto.”

In this book Munari accompanies the reader to discover the design methodology and to do this he uses the analogy between designing and making a risotto through a series of operations:

The design method is nothing more than a series of necessary operations, arranged in a logical order dictated by experience. Its purpose is to achieve maximum results with minimum effort. Designing a green risotto or a pot to cook the same rice requires the use of a method that will help solve the problem. The important thing is, in the two cases mentioned, that the necessary operations are carried out following the order dictated by experience. In the case of risotto, you cannot put the rice in the pot without having first put the water; or brown ham and onion after cooking the rice, or cook rice, onion, and spinach all together. In this case, the green rice project will fail and everything will have to be thrown away. “

Anche nel campo del design non è bene progettare senza metodo, pensare in modo artistico creando subito un’idea senza prima aver fatto una ricetta per documentarsi su ciò che è già stato fatto di simile a quello che si deve progettare; senza sapere con quali materiali costruire la cosa, senza precisarne bene la esatta funzione”.

Even in the field of design, it is not good to design without method, to think in an artistic way, immediately creating an idea without first having made a recipe to read up on what has already been done similar to what you have to design; without knowing what materials to build the thing with, without specifying its exact function “.

Munari, quindi, dopo averci introdotto nella metodologia progettuale, indica un elenco di settori che, in funzione delle loro caratteristiche, richiedono l’applicazione di una metodologia:

l’arredamento, l’abbigliamento, il campeggio, gli strumenti di misura, giochi e giocattoli didattici, musei e mostre, luna park, giardini, ambienti per anziani, cerniere-giunti-attacchi, allestimenti e grafica per le fiere commerciali, impaginazione, segnaletica, cinema e televisione, stampe, tappezzerie, piastrelle, grandi magazzini, valigeria, grafica nell’architettura, imballaggi, illuminazione, editoria, scaffalature“.

Munari, therefore, after introducing us to the design methodology, indicates a list of sectors which, according to their characteristics, require the application of a methodology:

“Furniture, clothing, camping, measuring instruments, educational games and toys, museums and exhibitions, amusement parks, gardens, environments for the elderly, hinges-joints-attachments, fittings and graphics for trade fairs, layout, signage, cinema and television, prints, tapestries, tiles, department stores, luggage, architectural graphics, packaging, lighting, publishing, shelving.”

What is a design problem ?problema-munariok“Il problema non si risolve da solo, ma contiene però tutti gli elementi per la sua soluzione, occorre conoscerli e utilizzarli nel progetto di soluzione.”

“The problem does not solve itself, but it contains all the elements for its solution, you need to know them and use them in the solution project.”

 

“Un problema può avere diverse soluzioni, anche qui occorre decidere quale scegliere.”

“A problem can have several solutions, even here it is necessary to decide which one to choose.

“Definito il problema è necessario smontarlo nelle sue componenti per conoscerlo meglio”.

“Once the problem has been defined, it is necessary to disassemble it into its components to get to know it better “.

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Una volta definito il problema Munari traccia un processo per raggiungere e definire la soluzione cercata :

Un problema può avere diverse soluzioni, anche qui occorre decidere quale scegliere“.

Once the problem has been defined, Munari outlines a process to reach the sought solution:

“A problem can have several solutions, even here it is necessary to decide which to choose”.

 

 Dal riso verde allo …

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… schema del metodo di progetto

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Lo schema del metodo di progettazione non è uno schema fisso, non è completo e non è unico e definitivo. Una volta definito il processo di metodo Munari spiega, con esempi concreti e vari, la sua applicazione con le relative soluzioni.

The design method scheme is not a fixed scheme, it is not complete and it is not unique and definitive. Once the process of the method has been defined, Munari explains, with concrete and various examples, its application with the relative solutions.

 

ESEMPIO DI APPLICAZIONE DEL METODO.

EXAMPLE OF APPLICATION OF THE METHOD. EXHIBITION DESIGN PROJECT.

PROGETTO DI EXHIBITION DESIGN.

Il settore che a noi interessa indagare è quello dell’exhibition design e, per questo, riportiamo qui di seguito una sintesi, dal libro di Munari, dello sviluppo della metodologia messa in pratica nell’allestimento espositivo :

[P] Problema : partecipazione italiana all’Esposizione di Ginevra Telecom 79.

[DP] Definizione del problema: esposizione collettiva di 33 aziende italiane pubbliche e private, produttrici di servizi e apparecchiature per telecomuncazioni. Spazio per proiezioni, spazio per l’accoglienza. Collegamenti elettrici, elettronici e telefonici per tutti. Percorso definito per i visitatori.

[CP] Componenti del problema: definizione degli spazi per ogni espositore. Struttura modulare portante per collegamenti e segnaletica. Modulazione dello spazio usabile. Materiali ignifughi o autoestinguenti. Arredamento degli spazi con tavoli e sedili. Ingresso della mostra. Flusso del pubblico.

[RD] Raccolta dati: non si rende necessaria data la specificità della mostra e dato che mostre simili precedenti sono state progettate dagli stessi progettisti.

[C] Creatività: struttura modulata utilizzabile anche come struttura portante, divisori dei vari spazi e segnaletica. L’insieme dello spazio espositivo dovrà avere una unità visiva e plastica. L’ingresso della mostra dovrà richiamare il visitatore.

[MT] Materiali e tecnologie: lo spazio globale è delimitato da tessuti melaminizzati bianchi, della stessa misura dei divisori semitrasparenti. Un velario di tela comune di colore scuro, nasconde le travature in cemento dell’ambiente preesistente e copre le finestre.

[SP] Sperimentazione: posizione e tecnica di stampa delle scritte sui teli semitrasparenti. Dimensionamento delle parti rispetto al tutto. Studi e prove degli attacchi.

Disegni costruttivi: Modello dello spazio disponibile, secondo i rilievi effettuati. Modelli di probabili percorsi per il pubblico. Modelli al vero delle quinte semitrasparenti. Modello al vero di una parte dell’allestimento. Modello di una parte della facciata.” 

The sector we are interested in investigating is that of exhibition design and, for this reason, we report below a summary, from Munari’s book, of the development of the methodology put into practice in the exhibition set-up:

[P] Problem: Italian participation in the Geneva Telecom Exhibition 79.” 

[DP] Definition of the problem: collective exhibition of 33 Italian public and private companies, manufacturers of telecommunications services and equipment. Space for projections, space for hospitality. Electric, electronic and telephone connections for everyone. Path defined for visitors.”

[CP] Components of the problem: definition of the spaces for each exhibitor. Modular load-bearing structure for connections and signs. Usable space modulation. Fireproof or self-extinguishing materials. Furnishing of the spaces with tables and seats. Entrance to the exhibition. Audience flow.” 

[RD] Data collection: it is not necessary given the specificity of the exhibition and given that previous similar exhibitions were designed by the same designers.”

[C] Creativity: modulated structure that can also be used as a load-bearing structure, dividers of the various spaces and signs. The whole of the exhibition space must have a visual and plastic unity. The entrance to the exhibition must call the visitor.”

[MT] Materials and technologies: the global space is delimited by white melamine fabrics, the same size as the semi-transparent dividers. A curtain of common dark colored canvas hides the concrete beams of the pre-existing environment and covers the windows.” 

[SP] Experimentation: position and printing technique of the writings on semitransparent sheets. Sizing of the parts with respect to the whole. Studies and evidence of the junctions.”

Construction drawings: Model of the space available, according to the surveys carried out. Models of probable routes for the public. True models of semitransparent wings. Real model of a part of the set-up. Model of a part of the facade.”

 

im3Il progetto di allestimento è dell’architetto Achille Castiglioni con la collaborazione di Paolo Ferrari. La progettazione grafica è di Max Huber.

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[1] Bruno Munari, Da cosa nasce cosa, Bari, Laterza, 1981, pp. 16-17, 37, 40, 60, 61,62, 307-317.

Recommended Citation
Rubessi, C. (2020) “Il Design Thinking secondo Bruno Munari | Design Thinking according to Bruno Munari”, ThinkingSpaces, https://www.chiararubessi.com/2020/06/23/munari/

Max Peintner. L’esposizione della Natura

Nel 1970/71, l’artista e architetto austriaco Max Peintner, realizza un disegno a matita dal titolo The Unending Attraction of Nature.

In 1970/71, Austrian artist and architect Max Peintner produced a pencil drawing entitled The Unending Attraction of Nature.

Il disegno di Peintner rappresenta la natura, in particolare la foresta, sotto la minaccia della civiltà e della tecnologia. La foresta diventa così un oggetto da salvare, conservare e osservare, come un artefatto in un museo. E come in un museo, il pubblico, disposto sulle tribune dello stadio, contempla la natura esposta.

Peintner’s design represents nature, particularly the forest, under the threat of civilization and technology. The forest thus becomes an object to be saved, preserved and observed, like an artifact in a museum.

 

Quarantanove anni, circa, dopo l’opera su carta di Peintner prende vita grazie al progetto dell’artista svizzero Klaus Littmann che ha scelto il Wörthersee Stadion di Klagenfurt, la squadra di casa, per lanciare l’installazione For Forest – The Unending Attraction of Nature (8 settembre-27 ottobre 2019) in dimensione reale.

Forty-nine years later Peintner’s work comes to life thanks to the project of the Swiss artist Klaus Littmann who chose the Wörthersee Stadion in Klagenfurt to launch the installation For Forest – The Unending Attraction of Nature (8 September-27 October 2019).

Un invito a riflettere su una minaccia che senza contromisure si trasformerà in qualcosa di irreversibile. L’allestimento temporaneo si compone di 300 alberi – alcuni dei quali con un peso fino a sei tonnellate – piantati nel campo da gioco trasformato temporaneamente in un grande “memoriale della natura”.  L’installazione di Littmann ha lo scopo di far riflettere sulla necessità di ripensare la nostra realtà contemporanea partendo dal rapporto dell’individuo con la natura.

Littmann’s installation aims to make us reflect on the need to rethink our contemporary reality starting from the relationship between the individual and nature.

 

For Forest, Nature’s Uninterrupted Attraction, 2019.

Bibliografia

Max Peintner, Life International, in Kunst-Zeitung N° 4, 1970.

 

Max Peintner, Ewigkeit im tagbau, Edition Neue texte, 1977.

Recommended Citation
Rubessi, C. (2021) “Max Peintner. L’esposizione della Natura | Max Peintner. Show of Nature“, ThinkingSpaces, https://www.chiararubessi.com/2021/01/20/max-peintner_natura-e-citta/

 

Enzo Mari e l’allestimento degli spazi

In questo post vorremo dare rilevanza agli allestimenti di Enzo Mari che realizzò per diverse aziende, come Danese e Bompiani o per fondazioni ed enti come  l’allestimento della mostra Voudou. Vodun: African Voodoo, che Mari ha progettato nel 2011 per la Fondation Cartier di Parigi.

Nel 1970 presso il Musée des Arts Décoratifs, Palais du Louvre, Pavillon de Marsan a Parigi viene inaugurata la mostra dal titolo Contenir, regarder, jouer (14 janvier-9 mars) con una selezione di oggetti di Danese Milano.

 

Fonte https://www.danesemilano.com/it/history_1970_1979
http://www.artnet.com/artists/enzo-mari/contenir-regarder-jouer-Dp9v5DOFJSs2lSneXWisxA2
Catalogo della mostra.
Foto dal catalogo della mostra.

Mari progetta degli allestimenti modulari e flessibili in cartone (materiale che utilizzerà anche per altri progetti di mostre e negozi per Danese). Il progetto di questi display in cartone presenta una connotazione architettonica che poggia sulla composizione di moduli geometrici. Questi ultimi compongono forme complesse e versatili per la divisione dello spazio o il supporto degli oggetti esposti.

La ricerca sul materiale cartone sviluppata da Mari, a partire dagli anni 1960, vedrà anche la realizzazione del progetto Il posto dei giochi (1967), un habitat gioco per bambini. Il paravento in cartone, leggero e resistente, è uno strumento lasciato alla libera fanstasia del bambino. Il display presenta delle decorazioni colorate e delle aperture di forme geometriche diverse sollecitando intepretazioni molteplici nel piccolo abitante.

 

http://materialdesign.it/it/post-it/enzo-mari-precorritore-del-design-in-cartone_13_310.htm

Tornando indietro nel tempo, agli anni 1950, un allestimento che si distingue per la sua funzione è la Libreria viaggiante (1956): un camioncino trasformato in una saletta di esposizione di libri della casa editrice Bompiani. Lo scopo del progetto era quello di raggiungere i luoghi remoti d’Italia che non avevano le librerie. Il vettore si presentava come una libreria mobile con vetrine ; all’interno c’era una collezione di libri e un salottino dove il libraio poteva ricevere e conversare con i visitatori.

 

Fonte Hans Ulrich Obrist, Enzo Mari, The Conversation Series.

Photo Chiara Rubessi. Sezione dedicata all’allestimento dalla mostra di Enzo Mari, Triennale di Milano, 2021.

Photo Chiara Rubessi. Ricostruzione della scenografia di Enzo Mari per la mostra Voudou. Vodun: African Voodoo, Triennale di Milano, 2021.

Concludiamo questo breve excursus sul tema dell’allestimento in Mari con la già citata mostra del 2011 dal titolo Voudou. Vodun: African Voodoo dove sono esposte sculture voodoo o vudù della collezione Anne e Jacques Kerchache. L’allestimento progettato da Mari presenta una serie di quinte a vista poste in circolo nella grande sala vetrata della fondazione. Ogni quinta presenta una piccola porta chiusa davanti alla quale è posizionata e illuminata dall’alto una scultura della collezione, come fosse il guardiano della casa. Entriamo, quindi, in una specie di scenografia cinematografica dove le sculture diventano i protaginisti silenziosi di un racconto tutto da scoprire e immaginare.

 

Fonte https://www.fondationcartier.com/en/exhibitions/les-tresors-du-vaudou

 

Fonte https://www.fondationcartier.com/en/exhibitions/les-tresors-du-vaudou

Terminiamo l’articolo con la fotografia dell’installazione, di grande suggestione visiva e di forte valenza simbolica,  dal titolo Allegoria della morte (un progetto di Mari che risale al 1987) che ci mostra un’area in terriccio con tre lapidi, ciascuna dotata di un simbolo; la Croce, la Falce e Martello e la Svastica. La croce allude alle religioni monoteiste, la falce e martello fa riferimento alla laicità e, infine, la svastica richiama l’idea di mercificazione evidenziata da modellini di automobili disposti nella sua direzione.

 

Photo Chiara Rubessi, Triennale di Milano, 2021.

Riferimenti online
https://www.instagram.com/triennalemilano/
https://triennale.org/eventi/enzo-mari-curated-by-hans-ulrich-obristwith-francesca-giacomelli
https://www.danesemilano.com/it/designerDetails?idDesigner=14#
https://www.fondationcartier.com/en/exhibitions/les-tresors-du-vaudou

Tra gli scritti di Mari segnaliamo
Funzione della ricerca estetica, Milano, Edizioni di Comunità, 1970
Ipotesi di rifondazione del progetto, Mlano, ADI, 1978
Dov’è l’artigiano, Catalogo della mostra, 23 aprile-3 maggio 1981, Firenze, Electa Firenze, 1981
Progetto e passione, Milano, Bollati Boringhieri, 2000
Autoprogettazione, Milano, Corraini, 2002
Lezioni di disegno: storie di carte, draghi e struzzi in cattedra, Milano, Rizzoli, 2008

Tra i progetti di Mari segnaliamo
16 Animali, 1957, Danese
Putrella, 1958, Danese
In Attesa, 1971, Danese, cestino gettacarte
Tonietta, 1987, Zanotta, sedia
Pentole Copernico, 1989, Zani&Zani
Posate Piuma, 1991, Zani&Zani
Librera componibile Ulm, 1996-98, Zanotta
Em02, scolapasta, 1997, Alessi
Squeezer, spremilimoni, 2000, Alessi
Ypsilon, cavalletti, 1999, Alessi
Eretteo, portaombrelli, 2000, Magis
Togo, appendiabiti, 2001, Magis

Estetiche di lotta. Il rosso nello spazio urbano

Una piazza che si tinge di scarpe di color rosso, una panchina dipinta di rosso, un lungo tappeto rosso sollevato e un  porticato illuminato di rosso sono gli elementi che abitano lo spazio urbano nella lotta quotidiana contro la violenza sulle donne. Il 25 novembre è la giornata internazionale della violenza contro le donne istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Giornata contro la violenza sulle donne, le immagini dalla Liguria - Il Secolo XIX

Spazi e oggetti urbani tinti di rosso  con lo scopo di mantenere viva la memoria sulle troppe donne vittime di violenza, ma anche come elementi di riconoscimento del fenomeno nominato femminicidio. Una lotta pacifica, quindi, che vede lo spazio urbano come luogo di visibilità della lotta. In questa prospettiva ci interessa soffermarci sul colore, il rosso, che unisce le donne nella militanza contro la violenza, che a prima vista può sembrare scontato, porta in sé più significati.

  Chris de Burgh - Lady in Red - YouTube

Nel 2009 l’artista messicana Elina Chauvet, ispirata dalla morte della sorella per mano del marito, decide di dare visibilità ai casi di femminicidio attraverso delle scarpe rosse. La Chauvet è la prima artista che ha raccontato attraverso un’invasione di calzature rosse il fenomeno del femminicidio.  Il progetto Zapatos Rojos (scarpette rosse) fu realizzato a Ciudad Juárez, una città di frontiera nel nord del Messico.

Le scarpe sono state scelte dall’artista perché nella maggior parte dei casi è l’unico oggetto che rimane della vittima. Il rosso invece richiama il colore del sangue versato, e simboleggia l’amore che si trasforma in odio e violenza. Elina ha esposto, in rigorose file, nello spazio pubblico 33 paia di scarpe rosse, quasi a voler rappresentare una lunga marcia silenziosa di donne che ormai non ci sono più.  La sua iniziativa viene in seguito replicata in molti altri Paesi. Ogni anno, infatti, in diverse piazze  viene disposta un’intera distesa di scarpe rigorosamente rosse in rappresentanza del numero delle violenze, delle morti e dei maltrattamenti subiti dalle donne.

Ma si è andati oltre le scarpe rosse, in Italia si può incontrare  una panchina rossa, che simboleggia il posto occupato da una donna che non c’è più.  Poste in una piazza, in un giardino pubblico o lungo un viale, queste panchine hanno lo scopo di mantenere vivo nella memoria il ricordo di tante donne che non sono riuscite a sfuggire dai loro carnefici.

Il rosso diventa così la rappresentazione di un crimine contro la donna, il colore della morte, il colore dell’ odio. Tuttavia, è anche il colore dell’intramontabile rossetto rosso, il cosmetico più amato dalle donne, soprattutto dalle dive del cinema  – da Marylin Monroe a Elizabeth Taylor – che con tale rossetto hanno creato i loro sguardi iconici e l’immagine sociale della figura femminile.  Rosso è il colore dell’amore, della passione, del sangue, dei film “a luci rosse” . Ma rosso è anche il colore  dell’intimità della donna.  Il vestito rosso in The woman in red (1984) di Gene Wilder con protagonsita Kelly Le Brock è entrato nell’immaginario collettivo di quel periodo [immagine di seguito].

Chris de Burgh - Lady in Red - YouTube

Restando in campo cinematografico, rossa è la capanna che accoglie un gruppo di amici nel film Deserto rosso, luogo del divertimento e dell’inibizione secondo lo sguardo di Michelangelo Antonioni [immagini di seguito].

Il deserto rosso" di Michelangelo Antonioni - Recensione - Critical Eye   Il deserto Rosso (1964) un film di Michelangelo Antonioni | Stradeperdute

Questo brevissimo elenco ha lo scopo di sottolineare i plurimi significati di questo colore nella complessa società che abitiamo. Si tratta però di un colore che nello spazio pubblico segnala anche i pericoli imminenti. Forse anche per questo, il rosso sembra essere il colore che più di altri simboleggia la  dimensione delle revendicazioni delle donne nella rappresentazione  urbana.

United Nations Global Call Out To Creatives_help stop the spread of COVID-19

You have the power to change the world. The UN needs your help to stop the spread of coronavirus (COVID-19).

We are living in unprecedented times. The World Health Organization (WHO) is leading and coordinating the global health response to coronavirus, helping to ensure all countries are ready to prevent, detect and respond to the pandemic.

To be effective we need people everywhere to adopt public health precautions, act in solidarity, and prevent the spread of misinformation.

The United Nations (UN) needs your help in translating critical public health messages, into work that will engage and inform people across different cultures, languages, communities and platforms. The shortlisted work will reach everyone, everywhere.

Capture one of the UN key messages in your work:

  • Personal Hygiene

  • Physical Distancing

  • Know the symptoms

  • Kindness contagion

  • Myth busting

  • Do more, donate

OPEN BRIEF_Global Call to Creatives-Shared

Diario immobile dalla ZLombardia 2020

08 03 2020 UNA GIORNATA SURREALE

Oggi 8 marzo 2020 è la festa della Donna, una data che si associa alla decisione del Governo Italiano di chiudere la Lombardia e altre 14 province italiane a causa della malattia da coronavirus Covid-19, creando  così una zona arancione estesa.

Ieri sera un’amica mi ha chiamato per comunicarmi che la Lombardia era stata chiusa in entrata e in uscita; io mi trovo in un comune  poco distante da Milano. Qualche momento dopo nelle stazioni milanesi si è scatenato il panico; una moltitudine di cittadini, con valigie e borse al seguito, si è precipitata nelle stazioni  per prendere il primo treno utile per uscire dalla Lombardia e raggiungere i luoghi natii.

 

Piazza Duomo, Milan, Italy 12h40 (Fonte web cam  Duomo di Milano, skylinewebcams).

09 03 2020 UN SILENZIO RUMOROSO

Questa mattina mi sono svegliata  con la consapevolezza di trovarmi in una zona arancione sorvegliata. Nel frattempo, dal carcere di San Vittore è sorta una protesta dei carcerati – danneggiando ambulatori e altro – contro la decisione del Governo Italiano di sospendere le visite dei parenti a causa del Coronavirus.

 

Piazza Duomo, Milan, Italy  10h20 (Fonte web cam  Duomo di Milano, skylinewebcams).

10 03 2020 TUTTA L’ITALIA DIVENTA ZONA PROTETTA

 

Piazza Duomo, Milan, Italy  11h40 (Fonte web cam Duomo di Milano, skylinewebcams).

Blue Moon, omaggio alla Luna

20 LUGLIO 1969_20 LUGLIO 2019

BLUE MOON_la luna nello spazio di un museo

Sono trascorsi esattamente 50 anni dallo sbarco sulla luna e, con questo post, vogliamo omaggiare LA luna E IL SUO MISTERO. vi proponiamo di scoprire la luna attraverso la riproduzione di UN modello scientifico IN SCALA PROGETTATO da Johann Friedrich Julius Schmidt e Thomas Dickert nel 1898.

Exactly 50 years have passed since the landing on the moon and, with this post, we want to pay homage to THE MOON AND HIS MYSTERY. We propose to discover the moon through the reproduction of a scientific model of 1898 designed by Johann Friedrich Julius Schmidt and Thomas Dickert.

Questo modello, che simula la luna nello spazio di un museo – costituito da 116 sezioni di gesso su una struttura di legno e metallo – è stato realizzato per il Field Columbian Museum di Chicago.

This model, which simulates the moon in the space of a museum – consisting of 116 sections of plaster on a wooden and metal structure – was made for the Field Columbian Museum in Chicago.

questo dispositivo è il trionfo dell’illusione e della frenesia del visibile, che ha attraversato il XIX secolo, fino ad arrivare ai giorni nostri. LA LUNA è così diventatA uno spettacolo popolare RICONFIGURATA IN UNO SPAZIO SULLA TERRA. Un cambiamento nella cultura del visuale e nella concezione dello spazio che ha caratterizzato le correnti artistiche dell’epoca.

This device is the triumph of the illusion and frenzy of the visible, which has crossed the 19th century, up to the present day. The moon has thus become a popular spectacle RECONFIGURED IN A SPACE ON THE EARTH. A change in the culture of the visual and in the conception of the space that characterized the artistic currents of the time.

 

Photo Field Museum Library Getty Images.

 

 

 

Book_Simulations du monde

NEW BOOK!!!

Simulations du monde. Panoramas, parcs à thème et autres dispositifs immersifs,
MetisPresses, Genève, 2019

Depuis le 19e siècle, des espaces spectaculaires sont ingénieusement agencés afin de plonger leurs visiteurs dans d’autres lieux et d’autres époques. En bouleversant les échelles et en suspendant le temps, ces dispositifs proposent à leurs publics de faire l’expérience de mondes imaginaires ou physiquement inaccessibles.

Les panoramas, les dioramas, les parcs à thème, le cinéma, mais aussi les malls, les procédés de simulation tridimensionnelle ou l’immersion dans des réalités virtuelles ouvrent des brèches au sein de l’environnement quotidien dans le but de divertir, informer, éduquer voir manipuler des spectateurs avides de connaissances  ou d’évasion.

Fruit d’un travail collectif de chercheurs et d’artistes, cet ouvrage protéiforme nous invite à la découverte de multiples créations par des études de cas approfondies, des focus et une série d’entretiens à propos de réalisations contemporaines.
Simulations du monde interroge notre besoin profond de donner corps à des univers éloignés ou imaginaires, au travers de techniques toujours plus abouties, et questionne cette aspiration, sans cesse renouvelée, de transformer notre appréhension du réel, notre rapport à la société et à l’ailleurs.

Textes de Pascal Clerc, Jean Estebanez, Noémie Étienne, Alexandre Gillet,  Laurence Guignard, Tarik Harroud, Allison Huetz, Nicolas Leresche, Chiara Rubessi, Estelle Sohier et Jean-François Staszak.

Le volume est disponible sous deux formats : une version papier, distribuée en librairie, et une version numérique sur le site de notre éditeur, MétisPresses: OPEN_Version augmentée numérique consultable en libre accès

DEA_CALL TO ACTION !

Il collettivo di ricerca DEA-DESIGN D’ESPACE ET ALLESTIMENTO, del quale faccio parte, ha lanciato una  CAMPAGNA DI CROWDFUNDING sulla piattaforma ULULE con lo  scopo di raccogliere 1200 EURO  per portare a termine al meglio la prima conferenza InternAzionale DEA (PARIS, 13-15 JUIN 2019) sul tema dell’architettura e del design d’espace.

Se volete conoscere meglio il collettivo DEA vi invito ad andare sul Nostro sito: https://deaparis19.wordpress.com/

invece, Per curiosare e sostenere il progetto ECCO IL LINK: https://fr.ulule.com/dea-design/

 

UN GRANDE GRAZIE !