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Bob Noorda

Bob Noorda nasce nel 1927 ad Amsterdam dove si è formato e ha ricevuto un’educazione razionalista presso l’Istituto IvKNO (Instituut voor Kunstnijverheidsonderwijs, Istituto per l’educazione alle arti industriali). All’inizio del 1950 Noorda decise di trasferirsi a Milano per via del clima di grande fermento ed evoluzione culturale e industriale che caratterizzava al tempo la città.

Infatti, Milano incarnava quel particolare e proficuo intreccio fra mondo imprenditoriale e cultura del progetto. Le maggiori aziende italiane (come Olivetti, Italsider, Montecatini, La Rinascente, Necchi, Rai, Pirelli) affidavano a grafici, architetti, fotografi, artisti e intellettuali il compito di tradurre in artefatti comunicativi, di carattere moderno, la loro immagine pubblica e promuovere, così, la diffusione dell’oggetto industriale.

Il lavoro di Noorda si distingue soprattutto per la chiarezza formale e l’essenzialità espressiva. Le sue pratiche hanno spaziato dalla valorizzazione dell’immagine aziendale (la corporate identity), alla cura dell’imballaggio (Upim-La Rinascente) e del design del prodotto fino all’allestimento di spazi di esposizioni e vendita (Coop).

Nel 1963 venne chiamato dall’architetto Franco Albini 
per condividere il progetto della linea 1 della Metropolitana di Milano. In seguito si occupò della segnaletica della metropolitana di New York (1966-1970) e di San Paolo (1973, Brasile).

«Per me la segnaletica è il sistema-guida dell’accoglienza […]. Il pensiero razionalista ti aiuta a capire la scelta migliore da offrire al pubblico, e questa, per me, è un po’ la funzione della grafica. […] Il grafico non è un artista che possa agire secondo il proprio libero pensiero […] non mi sono mai sentito libero, in questo senso, perché ho sempre dovuto individuare un sistema visivo facilmente comprensibile per il pubblico. È questa, per me, la grande differenza tra l’opera dell’artista e quella del grafico […] e la differenza tra pubblicità e grafica» [1]

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Nel 1972 affrontò la nuova identità internazionale di Agip-Eni (ripresa nel 1998 nel momento in cui gli fu affidato il rinnovo di Eni spa) per la quale elaborò un ampio programma di interventi grafici, integrati al nuovo marchio, rivisto rispetto alla versione del “cane a sei zampe” o drago-cane di Luigi Broggini del 1952.

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Luigi Broggini, 1952.
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Bob Noorda, 1972.

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Numerose sono le aziende italiane che si rivolsero a Noorda nel corso della sua attività, fra le altre Coop. Con quest’ultima, infatti, inaugurò a partire dal 1984 una lunga collaborazione per la ridefinizione dell’identità visiva (revisione del marchio realizzato nel 1963 da Albe Steiner) e dell’allestimento interno dei punti vendita.

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A sinistra il logo di Steiner, a destra il restyling di Noorda.

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[1] Bob Noorda, Francesco Dondina, Una vita nel segno della grafica, dialogo con Bob Noorda, p. 28 s.

Bibliografia

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On the Road. Bob Noorda il grafico del viaggio, Aiap, Milano, 2014.

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Bob Noorda, Francesco Dondina, Una vita nel segno della grafica, dialogo con Bob Noorda, San Raffaele, Milano, 2009.